Draguccio, Chiesa di San Rocco
Secolo/anno: 1529 e 1537
Periodo storico-culturale: Periodo rinascimentale
La chiesa votiva di San Rocco, edificata all'inizio del XVI secolo, sorge all'entrata occidentale del borgo di Draguccio. La sua intitolazione a San Rocco, protettore dalla peste, così come la sua posizione, indicano che sia stata edificata dopo una delle epidemie di peste. La chiesa ha un'aula unica, a pianta rettangolare semplice, con facciata posteriore piana e volta a botte a sesto acuto. Nel 1565, alla chiesa venne aggiunto un portico all'entrata; la parte superiore della facciata è impreziosita da un campanile a vela in pietra con campana.
L'interno della chiesa è interamente decorato; l'autore delle pitture è testimoniato da due iscrizioni. Nella prima iscrizione, in glagolitico, del 1529, si nomina il maestro Antonio da Padova, e come committenti gli abitanti di Draguccio e il parroco Križman Kurelić, nonché l'autore dell'iscrizione, il parroco di Draguccio Andrija Prašić. Nell'altra iscrizione, latina, datata 1537, viene nuovamente nominato il maestro Antonio da Padova e si conferma che la decorazione della chiesa è stata fatta in due fasi diverse. L'autore è un pittore locale, originario di Padova, presso l'odierna Caschierga (o Villa Padova), in Istria.
Il ciclo pittorico si compone di 28 scene, divise da bordure. La fascia inferiore delle pareti è decorata da un velario, disposto in un ritmico svolgersi di drappeggi. Le scene narrative sulle pareti laterali sono organizzate in due registri: quello inferiore contiene le scene dell'Infanzia di Gesù, quello superiore, con le scene della Passione, occupa la superficie della volta. La rappresentazione di santi sull'intradosso dell'arco trionfale divide visualmente il presbiterio dal resto della chiesa.
Il programma iconografico comprende, accanto al ciclo cristologico, santi, profeti dell'Antico Testamento, scene di ex voto contro la peste, la raffigurazione del Cristo eucaristico e una natura morta con fiori.
Le prime tracce scritte di tali pitture risalgono ad Antonio Marassi, che nel 1924 ne scrisse nell'Antica pictura populare nell’Istria, mentre il ruolo più importante nella loro analisi fu svolto da Branko Fučić.
Programma iconografico:
Parete orientale: 1. Annunciazione, 2. I Santi Rocco, Fabiano e Sebastiano, 3. I Santi Eliseo e Antonio abate, 4. I Santi Biagio e Antonio. Parete meridionale: 5. San Gregorio papa, 6. Il Profeta Daniele, 7. Profeta (?), 8. San Paolo e Santa Lucia, 9. Ex voto contro la peste, 10. Cristo davanti a Erode, 11. Cristo davanti a Pilato (?), 12. Natività, 13. Fuga in Egitto, 14. Presentazione di Gesù al Tempio, Parete occidentale: 15. Imago pietatis, 16. Iscrizione glagolitica, 17. Paradiso, 18. Inferno. Parete settentrionale: 19. Battesimo di Cristo, 20. Tentazione nel deserto, 21. Santa Margherita (?), 22. Adorazione dei Magi, 23. Cristo eucaristico, 24. Natura morta con fiori, 25. San Gerolamo, 26. Sant'Ambrogio, 27. Sant'Agostino, 28. Santa Apollonia e San Pietro.
F. STELÈ, 1960, Umetnost v Primorju, Ljubljana, 1960., 80-81; B. FUČIĆ, 1963, Istarske freske, Zagreb, 1963., 30, KAT. 26-27; ISTI, 1964A, Srednjovjekovno zidno slikarstvo u Istri, doktorska disertacija, Filozofski fakultet Sveučilišta u Ljubljani, Rijeka-Ljubljana, 1964., 336-338, KAT. 404-406; ISTI, 1982, Glagoljski natpisi, Zagreb, 1982., 137-142; M. PELC, 2007, Renesansa, Zagreb 2007., 501-502; Ž. BISTROVIĆ, 2011, Šareni trag istarskih fresaka, Pula, 2011., 63-73.