Barbana, Capella di San Giacomo
Secolo/anno: fine anni 1480
Periodo storico-culturale: Stile gotico
La cappella gotica di San Giacomo, risalente al XV secolo, sorge ai margini settentrionali di Barbana. Si tratta di una chiesa ad aula unica, con pianta rettangolare e parete di fondo piana. La facciata presenta un portale rettangolare modanato, affiancato da due aperture finestrate di dimensioni minori ed è coronata da un campanile a vela in pietra. La navata è illuminata da una finestra ogivale aperta nel muro meridionale e da un rosone con stella a otto punte inserito successivamente sul muro settentrionale.
Nel corso della ristrutturazione barocca, all'inizio del XVIII secolo, l'edificio subì rilevanti modifiche spaziali e formali. In tale occasione la chiesa venne ampliata sul lato occidentale, il piano di calpestio fu rialzato e il rosone fu trasferito dalla facciata alla parete settentrionale. Contestualmente furono eliminati l'originaria abside inscritta e la volta a botte ogivale. Nonostante tali interventi, si sono conservate fino a oggi le pitture murali raffiguranti i miracoli di San Giacomo, titolare della chiesa. La loro esecuzione è attribuita alla bottega di Giovanni da Castua, attiva nella chiesa di Barbana alla fine degli anni Ottanta del XV secolo. Si presuma che le pitture siano state commissionate dalla confraternita di San Giacomo, benché non esistano fonti che attestino la presenza di una tale associazione di fedeli a Barbana.
Le nove scene della vita di San Giacomo raffigurate sulle pareti laterali costituiscono uno dei cicli agiografici più ampi in assoluto dedicati a questo Santo, venerato quale protettore dei pellegrini. Le composizioni sono disposte su due registri e incorniciate da una bordura con motivi dell'arcobaleno. La medesima bordura racchiude anche la raffigurazione della Vergine Ausiliatrice sulla parete di fondo. L'iconografia della Vergine sul cui petto è raffigurato il Bambino benedicente entro una mandorla, trae origine dalla tradizione pittorica veneziana. Ai lati della Vergine compaiono due santi non identificati, mentre sotto il suo mantello sono raffigurati i membri della confraternita e santi.
La prima menzione scritta degli affreschi si deve a Marco Tamaro, che nel 1893 li ricorda nell'opera Le città e le castella dell'Istria. In seguito agli interventi conservativi del 1961, Iva Perčić ha apportato nuovi contributi di studio, analizzando dettagliatamente il programma iconografico delle pitture murali nell'artico “Legenda o hodočasnicima Sv. Jakova na zidnim slikarijama u Barbanu".
Programma iconografico:
Parete orientale: 1. La Vergine Ausiliatrice con i membri della confraternita e santi. Parete meridionale (Ciclo della leggenda dei pellegrini di San Giacomo): 5. Arresto dei pellegrini, 6. Pellegrini davanti al giudice, 7. Impiccagione del pellegrino, 11. Cacciata dei mercanti dal Tempio (?), 12. Lapidazione di Santo Stefano, 13. Martirio di San Lorenzo, 14. Trionfo della Morte (La Morte mietitrice). Parete settentrionale (Ciclo della leggenda dei pellegrini di San Giacomo): 2. Cena dei pellegrini, 3. Pellegrini a letto, 4. La figlia dell'oste nasconde il calice, 8. I pellegrini, al ritorno dal pellegrinaggio, trovano il figlio vivo, 9. Resurrezione del gallo.
M. TAMARO, 1893, Le città e le castella dell'Istria, I-II, Parenzo, 1892-1893., II, 687; I. PERČIĆ, 1962., Legenda o hodočasnicima Sv. Jakova na zidnim slikarijama u Barbanu, Peristil, 5, 1962, 52-60; B. FUČIĆ, 1964a, Srednjovjekovno zidno slikarstvo u Istri, doktorska disertacija, Filozofski fakultet Sveučilišta u Ljubljani, Rijeka-Ljubljana, 1964., 283-285, KAT. 366-368; ISTI, 1966., Slika i arhitektonski prostor u srednjovjekovnom zidnom slikarstvu u Istri, u: Ljetopis JAZU, 71, Zagreb, 1966, 391-412, 406; ISTI, 1977., Atribucije oko majstora Vincenta iz Kastva, Bulletin Razreda za likovne umjetnosti JAZU, III, 1, Zagreb, 1977, 37-45., 137; E. CEVC, 1990., Ivan iz Kastva, u: Enciklopedija Slovenije, 4, Ljubljana, 1990, 212; Ž. BISTROVIĆ, 2017a, Kastavska slikarska škola – problemi geneze i stila, doktorska disertacija, Sveučilište u Zadru – Humanističke studije, Zadar, 2017., 7-8, 97-102, 107-18.