Gimino, Cappella di Sant'Antonio
Secolo/anno: fine del XIV secolo
Periodo storico-culturale: Stile gotico
La cappella di Sant'Antonio, un tempo sotto il patronato dell'omonima confraternita, è situata all'ingresso occidentale di Gimino. Ad aula unica con abside inscritta, ha la volta ogivale, mentre le pareti laterali sono scandite da una sequenza di nicchie arcuate. La facciata presenta un oculo e un portale d'ingresso semplice. L'iscrizione glagolitica sulla facciata attesta che la chiesa è stata edificata nel 1381 da tale Armirigus, per la committenza di Marino, Sladonich e Teodoro, verosimilmente membri dell'allora confraternita.
Oltre a ben conservati elementi di architettura gotica, l'interno della chiesa è integralmente decorato da pitture murali della fine del XIV secolo. Nella lunetta della parete di fondo è raffigurata l'Incoronazione della Vergine, mentre nel registro inferiore si collocano quattro figure di santi entro arcate gotiche dipinte. Sulla volta absidale sono rappresentati gli evangelisti con corpi antropomorfi e teste zoomorfe. Sulla parete settentrionale dell'abside è dipinta la processione della confraternita, mentre su quella meridionale si leggono tre stemmi: quello a sinistra, il meglio conservato, appartiene alla famiglia dei Duinati, mentre quello a destra è asburgico. La presenza di stemmi indica la possibile correlazione di queste casate con la committenza delle pitture murali. Sull'arco trionfale si conserva frammentariamente l'Annunciazione. Il programma iconografico prosegue sulle pareti laterali: sulla parete meridionale, entro nicchie, è rappresentata l'Adorazione dei Magi, su quella settentrionale, sempre entro nicchie, si leggono la Resurrezione e l'Ascensione. La volta dell'aula è decorata con otto scene distribuite in due registri; il precario stato di conservazione consente di riconoscere chiaramente solo la Crocifissione. Sulla parete occidentale è raffigurata la Morte sotto forma di cadavere, e il Grembo di Abramo, allegoria della beatitudine celeste. Le caratteristiche formali e iconografiche delle pitture murali rimandano a un maestro anonimo il cui stile poggia sulla tradizione pittorica veneziana del Trecento; si individuano però anche soluzioni compositive con influssi della pittura senese di fine XIV secolo.
Il primo scritto sulle pitture murali è del 1914, del conservatore austriaco Anton Gnirs.
Programma iconografico:
Parete orientale: 1. Incoronazione della Vergine, 2. Sant'Antonio abate, 3. San Pietro, 4. San Paolo, 5. Sant'Agostino (?), 6. – 7. Quattro evangelisti, 8. Processione della confraternita, 9. Stemmi 10. Annunciazione. Parete meridionale: 11. – 12. Adorazione dei Magi. Parete settentrionale: 13. Resurrezione, 14. Ascensione. Parete occidentale: 15. Morte, 16. Grembo di Abramo.
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